Intollerante?

Di : | Commenti disabilitati su Intollerante? | On : 2 Ottobre 2014 | Categoria : Benessere, Diario alimentare, Dieta anallergica, Ingredienti, Nutrirsi, Svezzamento, Vitamine

A volte ci si rende conto di non andare pienamente d’accordo con il cibo che si ingerisce, ma non si riesce a capire quale sia l’ingrediente che disturba la digestione: iniziamo a pensare di essere intolleranti a qualcosa.. sì, ma a che cosa?

Allergologi e nutrizionisti concordano nell’individuazione della causa scatenate delle reazioni di sensibilizzazione del corpo umano agli alimenti con il metodo dell’eliminazione parziale e temporanea di alcuni ingredienti, tra cui: il latte vaccino, il glutine, il lievito di birra e le uova di gallina. Generalmente questi quattro ingredienti popolano le nostre tavole, quindi costituiscono la quotidianità nella nostra dieta alimentare e per questo motivo tante persone accusano problemi legati proprio alla loro ingestione. Quando l’organismo ingerisce per periodi più o meno lunghi lo stesso cibo, oppure quantità non equilibrate di un determinato ingrediente, facilmente inizia a sviluppare una intolleranza al cibo stesso e la manifesta con piccoli segnali a cui ci chiede di prestare gentilmente attenzione. Impariamo ad ascoltare il nostro corpo e a non eludere i campanelli d’allarme.

E’ molto importante seguire una dieta equilibrata e varia con frutta ed ortaggi di stagione, preferibilmente a coltivazione biologica.

Scoprire cosa ci dà fastidio è un esercizio di pazienza, ma allo stesso tempo può risultare abbastanza semplice se ci si applica con costanza e determinazione. Si può iniziare col diario alimentare, in cui annoteremo i pasti della giornata, le quantità, gli orari, le persone con cui condividiamo questi preziosi momenti, le eventuali reazioni di sensibilizzazione agli alimenti e il nostro stato d’animo. Il diario alimentare può raccogliere le abitudini alimentari di due settimane continuative della nostra vita, a partire da oggi, e ci insegnerà a collegare fattori multipli capendo come reagiamo al cibo sia a livello fisico che psicologico.

Le reazioni di sensibilizzazione al cibo possono essere istantanee oppure ritardate nel tempo fino a 10 ore dal momento dell’ingestione: per tale motivo a volte risulta non immediata l’individuazione dell’alimento colpevole del nostro malessere digestivo. Armatevi di pazienza, che è la virtù dei forti, e non rimarrete delusi.

Se si eliminano gli alimenti sospettati di essere la causa dei nostri disagi, sarà necessario attendere almeno 4 settimane prima di sperimentare i primi benefici, questo perché l’organismo umano ha bisogno di almeno 4 settimane per eliminare tutte le scorie dell’ingrediente ingerito. I nutrizionisti suggeriscono un periodo di 3 mesi durante i quali il nostro organismo sarà alimentato in modo vario ed equilibrato, utilizzando validi sostituti degli alimenti eliminati in modo da apportare il giusto quantitativo di vitamine, fibre, proteine e carboidrati al nostro corpo.

Trascorso questo periodo, e vissuti i benefici del caso, si può ricominciare ad introdurre gli ingredienti che causavano problemi, un cucchiaino alla volta, un giorno sì e l’altro no, una settimana per volta. Non introducete tutti gli ingredienti lo stesso giorno, altrimenti sarà difficile capire “di chi è la colpa”. L’introduzione graduale permette di capire se l’organismo si è disintossicato da un alimento e in quale misura.

Se i disturbi digestivi sono di lieve entità si può decidere di non eliminare del tutto un ingrediente ma semplicemente di ridurne le quantità settimanali ingerite, per esempio dimezzandole o riducendole ad un terzo.

Ovviamente in tutto questo percorso, seguite i consigli del vostro medico!

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